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Indipendenza!

I NEMICI DELL’INDIPENDENTISMO

I NEMICI DELL’INDIPENDENTISMO

pensionato-postaI pensionati maschi odiano il cambiamento, hanno vissuto una vita per la pensione, per quella che credono una certezza. Non hanno vissuto come i vecchi di un tempo per il futuro dei figli e della famiglia, ma per la loro pensione, per poter dire addio ad ogni problema e vivere di vitalizio.

Il pensionato maschio è un essere inutile, costui odia la politica, odia la dialettica, se ne starebbe tutto il giorno al bar a bere, a guardare il pallone o a parlare di scemenze, mentre i suoi figli sono disoccupati e non possono lavorare perchè il costo sociale delle pensioni è insostenibile per il mercato del lavoro.

Il pensionato, brutto, rincoglionito è l’immagine dell’egoismo. Costui ha accumulato beni e denaro tutta la vita e li tiene immobili dentro le banche o lascia andare decrepiti gli stabili che possiede.

Il pensionato odia l’indipendenza perchè crede ancora che l’italia abbia la sua pensione e siano rimasti dei soldi da lui versati.

Il pensionato si imbottisce di farmaci e cure oltre misura alla faccia dei giovani che non possono permettersi neppure una medico.

Il pensionato parcheggia dove vuole perchè gli danno il pass o addirittura l’accompagnatoria e così si porta a casa la pompinara moldava o ukraina.

Il pensionato rifiuta ogni discussione, si estranea dai problemi come non volesse capire che alla fine e con giustizia sarà lui a pagare tutto e di più.

L’altra classe di nemici è costituita dagli statali ed affini, in genere persone che vivono di stato, che vivono di istituzioni e senza le quali sarebbero a carità perchè non sanno fare altro se non vivere di stato. Costoro sono parassiti che adoperano la loro ragione per giustificare il loro privilegio e darsi degli alibi. L’indipendenza, il cambiamento, le riforme, i tagli, rappresentano dei nemici. In genere si schierano a sinistra ed incolpano di tutto proprio coloro che creano la ricchezza di cui essi sono parassiti: gli imprenditori. Lo statale ha costruito un ideologia per cui l’imprenditore è il vero ladro, è colui che causa tutti i problemi. Lo statale è così accecato che non vede neppure l’evidenza, non si rende neppure conto di essere un parassita schifoso, di essere inutile e socialmente dannoso.

E’ così che lo statale finisce per abbracciare le teorie sinistroidi, perchè esse gli danno l’alibi di sentirsi filantropo buono con l’africano ed il bangladese che fanno di professione gli accattoni e che non lavorano perchè non vogliono. Filantropo con lo zingaro ladro, filantropo con i musulmano maschilista quello stesso macio che farebbe rabbrividire qualsiasi femminista. E’ questo il paradosso dello statale e del sinistroide.

Il politico, il militare, il prefetto, il magistrato, che cosa farebbero senza il loro datore di lavoro, senza lo stato? Che cazzo sanno fare questi scarti umani nella società reale?

Ecco perche costoro combattono l’indipendenza ed alimentano in modo fanatico il nazionalismo italiano.

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2 Comments

  1. infatti, credo che per avere il suo assenso ad un referendum per l’indipendenza occorre che si senta garantito che continuerà a percepire la pensione in essere, anche perchè se pensiamo quanti soldi non daremo più a Roma ci sarà la disponibilità addirittura per raddoppiare le pensioni minime… sono anch’io pensionata e alla mia obiezione questo mi è stato risposto…
    e proseguendo mi hanno fatto riflettere chiarendomi che oggi le pensioni le pagano non tirando fuori i soldi da un cassetto ma girando i contributi versati da chi oggi lavora: una partita di giro.. perciò l’unica sicurezza per le pensioni è trattenere qui le imprese e il lavoro e non costringere tutti a delocalizzare per la pazzesca tassazione e difficoltà di credito che le stanno strozzando oltre ai costi di un burocratismo esasperante.
    Il sistema pensionistico nella futura Repubblica Veneta indipendente sarà però ristudiato e deciso in regime di democrazia diretta perchè interessa tutti e le opzioni sono diverse.

  2. gradirei essere contattato dalla redazione.

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