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Indipendenza!

IL MITO DELLA CRESCITA INFINITA

IL MITO DELLA CRESCITA INFINITA


Le dottrine economiche che hanno dominato l’occidente a partire dall’ invasione ed egemonia Statunitense per circa 70 anni, hanno un minimo comun denominatore che è appunto la crescita sempre in positivo del Pil (prodotto interno lordo). Solo accettando come premessa che la crescita è infinita, si possono accettare le dottrine economiche degli ultimi 3 quarti di secolo.

Siamo immersi in un sistema Ponzi, dove l’unico modo per garantire ai vertici di questa piramide e alla base di crescere, è quello di aumentare fatturati, produzione, bilanci, movimentazioni. Non ha importanza se diventa autolesivo, l’inportante e aumentare. In questo modo si nascondono i debiti perchè viene sempre rinviato il suo pagamento e si vìve pagando interessi. La logica di chi considera l’economia una scienza empirica, è stata quella di rimandare il saldo dei debiti creando ancora debiti (ricapitalizzazione). E’ come se un debitore con problemi finanziari creasse ancora debito per pagare i vecchi debiti. E’ come curare un malato di cuore riempendolo di viagra.

In questo modo si è posticipato il saldo del debito per decenni, lasciando alle giovani generazioni i debiti e privilegi da pagare e prospettive nulle di migliorare la propria condizione. La resa dei conti diventa drammaticamente reale nel momento in cui la crescita si blocca (stallo) o recede (recessione). Per crescita intendiamo tutto: consumi, nascite, costruzioni…. Non si può più giocare d’anticipo, non si può più creare ricchezza sulle aspettative che verranno deluse. Non c’è più olio, non c’è più grasso negli ingranaggi della macchina economica occidentale. Nei tempi passati per crescere era sufficiente spogliare il continente africano, quello asiatico o latino di materie prime, ma adesso andiamo verso un mondo dove tutti vogliono essere cittadini e non sudditi. Le guerre non bastano più. E poi, i fessi che credono ai predicatori del libero mercato che giocano invece a monopoly, stanno scomparendo. La torta non cresce più e sempre in più vogliono gustarla.

Stiamo vivendo le conseguenze dei paradossi e contraddizioni che le dottrine economiche anglosassoni hanno prodotto. Non esiste crescita infinita, non esiste ricchezza infinita, non esiste l’infinita possibilità di arricchirsi senza danneggiare qualcun altro.

Purtroppo chi è uscito dalle università occidentali è vittima di un lavaggio del cervello che una volta al potere si ostina a sostenere con pensieri filosofici sublimi: “ci vuole crescita economica”, “bisogna aumentare il pil”, “si deve aumentare il fatturato”, “se hai un debito creane un altro per sanarlo”, “rilancia”, “rischia di più”…. Ecco che cosa hanno inculcato i media, le scuole, la teologia del pil nel mondo occidentale. Chi ripropone quotidianamnete questi ritornelli, lo fa spesso in buonafede, anche perchè una necessità ideologica dell’ “economia della crescita infinita”, è che non si può dubitare che non sia vero. nessuno deve osare neppur immaginare che non vi sia la crescita infinita.

Ogni religione ad eccezione di quella del metodo scientifico, esclude il dubbio.

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