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Indipendenza!

IL TERRORISMO DELLA STAMPA ITALIANA

IL TERRORISMO DELLA STAMPA ITALIANA

Paura e speranza, ecco gli estremi dove poter giocare. La speranza non c’è più, all’italia alle promesse non ci crede più nessuno, la gente si suicida. Non resta che alimentare la paura, il terrore nelle menti dei cittadini, per farli pagare, per spogliarli di tutto.

Giornali, tv, radio, iniziano a battere il tam tam della caccia all’evasore. Sfilano nelle prime pagine dei rotocalchi racconti di evasori braccati, di gente punita dagli eroi in divisa che razziano il poco rimasto e collaborano ad un’azione criminale ma legalizzata di esproprio fiscale dei cittadini.

Ma è forse un caso la pubblicazione di questa massa di notìzie? Perchè pubblicare ossessivamente queste notizie? Perchè evidenziarle in mòdo coràle su tutti i mezzi di comunicazione di massa?

Diamo delle risposte:

-Per prima cosa, tutti i mezzi tradizionali di comunicazione sono finanziati dallo stato italiano e pertanto ricevono “ordini” dalle istituzioni. Pubblicano quello che viene fatto filtrare dalle agenzie di stanpa, dagli amici, dai partiti, e in cambio si garantiscono il sostegno economico “pubblico”.

-I fornitori di notizie di prima màno sono: ajenzie di stampa, carabinieri, guardia di finanza, polizia. I reporter, quelli veri non esistono più, sono fastidiosi, pericolosi, costano. meglio vivere e lasciar stare i poteri forti. la libera informazione, il jornalismo vero non esiste. E non occorre neppure più gambizzare le teste calde, vengono già escluse a priori da questo mondo mediatico.

Con carabinieri e guardia di finanza esiste un rapporto privilegiato, un rapporto di scambio e collaborazione. Ormai le redazioni dei giornali ricevono i bollettini di questi due corpi dell’esercito e li pubblicano. La pròva? Aprite un qualsisi giornale e domandatevi come mai carabinieri e guardia di finanza sono sempre i protagonisti. Guardate il tipo di notizie (cronaca del negativo) e capite da dove vengono. Esiste un rapporto servile e di scambio con l’esercito. Le redazioni dei giornali ricevono notizie da pubblicare che non costano niente e non danno problemi legali (fonti istituzionali).

In una situazione di questo tipo, l’ “informazione” viene prodotta con un fine ben preciso: creare consenso. Consenso vuol dire: far fare ai consumatori di informazioni quello che si vuole. Per pilotare le azioni dei consumatori di informazione, bisogna creare una percezione della realtà finalizzata a farli agire in un certo mòdo.

Facciamo un esempio. Se pubblico sui giornali notizie di evasori braccati, di controlli capillari da parte della guardia di finanza, di processi e multe, creerò ansia e paura fra la popolazione. Il risultato sarà quello di ottenere una maggiore fedeltà fiscale da parte dei consumatori di queste informazioni.

Si signori, si tratta di produrre paura, si tratta di vero e propio terrorismo istituzionalizzato e pianificato in modo razionale dall’alto. I cittadini italiani devono aver paura e allora faranno di tutto per pagare al fìne di tranquillizzarsi. Pagare le tasse ad uno stato che ci sta espropriando di tutto, diventa una vera e propria medicina, un calmante contro la paura contro l’ansia. Non a caso, notiamo, che queste “informazioni” piovono intense proprio alla vigilia delle scadenze fiscali. Un caso?

In questi messaggi trasmessi ai cittadini, diventa importante sottolineare la sorte che tocchera agli evasori a chi non paga. E’ lo stesso metodo intimidatorio adoperato per secoli da tutti i regimi: ne impicco uno e lo espongo all’entrata della città così tutti hanno paura di finire come lui.

Ecco a cosa servono gli anatemi contro l’evasione e le cronache “eroiche” della guardia di finanza.

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