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Indipendenza!

INDIPENDENTISTI O POLTRONARI?

INDIPENDENTISTI O POLTRONARI?

Cosa sta succedendo ad Indipendenza Veneta? Cerchiamo di riassumere alcuni passaggi che stanno mettendo a dura prova la tenuta del movimento e che hanno visto la nascita di una corrente poltronara che cerca di distrarre i veneti dal raggiungimento in tempi rapidi della propria indipendenza politica.

Il nemico giurato di questa corrente che vede in Luca Azzano Cantarutti il proprio ispiratore è Plebiscito2013.eu, con in primis il segretario Lodovico Pizzati e il portavoce Gianluca Busato, che ne sono due dei più convinti sostenitori, ma non dimentichiamo che lavorano per far crescere Plebiscito2013.eu alcune delle migliori teste pensanti di IV tra cui il prof. Bernardini, piuttosto che Ivano Durante o Gianluca Panto giusto per fare un paio di nomi. A sostenere la corrente poltronara pare purtroppo essere sceso in campo anche il presidente onorario Alessio Morosin dalle notizie che ci vengono riportate da più soci presenti all’ultimo incontro organizzato da IV a Marcon.

Vediamo i passaggi attraverso cui ciò è avvenuto, sfatando anche una serie di accuse false e calunnie che questa corrente sta mettendo in circolazione ad arte contro i promotori e i sostenitori di Plebiscito2013.eu.

ASSEMBLEA DEI SOCI DEL 30/06/2013

L’assemblea dei soci è stata fatta celebrare anche se mancava il quorum deliberativo richiesto dallo statuto per il suo regolare insediamento. Erano presenti infatti solo 198 soci con diritto di voto (fondatori e ordinari) sui 488 soci fondatori e ordinari totali, pari al 40,57% inferiore al 50% +1 richiesto per la valida costituzione. L’assemblea non doveva nemmeno iniziare, eppure il presidente non rilevato questa “mancanza” ed ha ritenuto, in violazione allo statuto, di far svolgere il congresso, costringendo i soci a discutere e a votare mozioni che non dovevano nemmeno essere presentate in quella sede.

SITO INTERNET INDIPENDENZAVENETA.NET

Il sito internet in mano al Consiglio Direttivo, che ha infatti pubblicato gli ultimi articoli da luglio a questa parte.

In ultima analisi le password di proprietà del sito web sono nelle mani di chi ne ha diritto da statuto, ovvero il segretario. Queste non possono e non devono essere divulgate se non a un nuovo segretario che dovesse succedergli.

L’attuale irraggiungibilità del sito internet è dovuta all’imperizia di chi oggi lo gestisce. I precedenti gestori sono stati esautorati dal compito, senza preavviso, mentre erano in vacanza.

In ogni caso, in previsione di ciò, i precedenti gestori avevano anche organizzato un corso di formazione il 15/06/2013 per permettere ai nuovi responsabili di far fronte ad un compito che con tutta evidenza si è dimostrato più grande di loro.

Prova ulteriore ne è che i siti sui domini .com e .org non sono ancora pronti dopo due settimane, quando bastano due giorni di lavoro per predisporli.

CASSA

Circolano voci diffamatorie sulla situazione di cassa del movimento. Il tesoriere in realtà presenta regolari situazioni contabili approvate dal collegio di tesoreria e dal consiglio direttivo nazionale.

Il Tesoriere ha ufficialmente chiesto al presidente di fare un intervento di 3 minuti nell’assemblea del 30/06 per presentare la relazione sulla situazione contabile a tutti i soci.  Il Presidente ha negato l’autorizzazione adducendo la scusa che ciò non fosse all’ordine del giorno. Il Segretario aveva ufficialmente chiesto in anticipo che tale relazione fosse inserita all’ordine del giorno, ma adducendo come scusa “una svista” il Presidente, abusando del proprio potere, non aveva inserito tale relazione tra gli argomenti in discussione. E siccome a pensar male si commette peccato ma ci si azzecca, vien da pensare che non si sia voluto far chiarezza a tutti i soci per avere un argomento pretestuoso su cui marciare con polemiche sterili e calunnie dirette a persone non gradite alla corrente di cui sopra.

Si fa inoltre presente che il presidente e gli ultimi consigli direttivi da lui manipolati, in ciò coadiuvato da un connivente vicesegretario, in assenza del segretario ha invece fatto circolare ad arte maldicenze e bugie sulla situazione di cassa.

COMPORTAMENTO DEL PRESIDENTE NELLA COMMISSIONE DEI GIURISTI

Il presidente siede anche nella commissione giuristi insediata da Zaia per pronunciarsi sul referendum di indipendenza del Veneto, in seguito all’approvazione della risoluzione 44/2012 del 28 novembre scorso da parte del consiglio regionale.

Mancanza di comunicazione con gli organi del movimento

Durante tutta la durata della commissione giuristi, il presidente non ha dato comunicazioni sull’andamento dei lavori, mascherandosi dietro alla deontologia professionale. Come sotto dimostrato ha però espresso valutazioni di carattere politico e non giuridico che non gli competevano.

Cambio del quesito referendario:

“Vuoi tu che il popolo Veneto eserciti la propria sovranità nelle relazioni con gli altri Stati?”

Cantarutti riferisce in seguito che trattasi di un refuso: anche se fosse tale refuso è grave perché giace sopra il tavolo dei legislatori chiamati a pronunciarsi e ad approvare la legge referendaria. Cantarutti ha commentato: “non voglio fare il maestrino pedante e riprendere l’estensore della sintesi che contiene il refuso, visto che la sintesi è per l’appunto tale e non l’originale”.

La domanda sorge spontanea: ma se in una sintesi erroneamente viene cambiato il quesito (che riveste enorme importanza) in tutto questo tempo e con tutte le volte che il presidente e il direttivo hanno avuto modo di incontrarsi e deliberare su tutto e  il contrario di tutto mettere all’ordine del giorno una comunicazione ufficiale in cui si prendevano le distanze da quel quesito astruso e incerto non era importante? A tutt’oggi è possibile che sugli organi di comunicazione di IV campeggino le scomuniche a questi o a quelli e non un atto importante e chiarificatore che ristabilisca la presenza di un solo quesito semplice e diretto: “Vuoi tu che il Veneto diventi una Repubblica Indipendente e Sovrana?”

Ipotesi di vaglio dello stato italiano (corte costituzionale / consulta)

Essa è controproducente, in quanto sottende la dequalificazione del percorso di legittimità internazionale, facendo ricadere il referendum di indipendenza come percorso INTERNO allo stato italiano. Se venisse una bocciatura da parte della corte costituzionale o della consulta noi in realtà avremmo fatto bingo, in quanto si apre il caso internazionale di mancato rispetto da parte dell’Italia del diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto.

“vaglio della citata legge proposto dinanzi alla Corte Costituzionale; […] quanto al rischio del danno erariale, non si ritiene presente atteso che in il referendum si terrebbe dopo un eventuale vaglio di legittimità della Consulta”

[…]

Ipotesi di Referendum da tenersi durante altre elezioni italiane

Ciò costituirebbe grave danno per l’ottenimento della maggioranza assoluta di sì, in quanto squalificherebbe il plebiscito ad argomento partitico di  campagna elettorale, con forte probabilità di perdita dei voti degli elettori di centro-sinistra. Ricordiamoci che nell’ultimo sondaggio gli elettori di centro-sinistra favorevoli all’indipendenza erano il 26%, il doppio rispetto ad 11 mesi prima. La perdita di questa componente porterebbe i favorevoli all’indipendenza con grande probabilità sotto il 50%, visto che negli ultimi sondaggi la differenza tra sì e no era solo del 10-15%. Il referendum deve tenersi in data separata da altre elezioni, per garantire un approccio trasversale a tutti i cittadini veneti ed avere così maggiori garanzie di vittoria dei sì.

“ma, comunque, potrebbe essere escluso dall’indizione del Referendum consultivo in occasione di una prossima scadenza elettorale”; 

COMPORTAMENTO DEL PRESIDENTE NEL PRIMO ANNO DI VITA DEL MOVIMENTO 

Da statuto (che tra l’altro era stato scritto da lui), il presidente ha dei compiti importanti e gode di poteri molto delicati. In particolare egli rappresenta l’unità del Movimento ed è il garante del regolare svolgimento della vita associativa.

Il Presidente Nazionale presiede, con diritto di parola e di voto, l’Assemblea dei Soci nonché il Collegio Nazionale dei Probiviri.

Il Presidente Nazionale ha diritto di partecipazione e di parola alla riunione di ogni Organo Direttivo Nazionale e di Area, delle quali riunioni deve ricevere tempestivamente il relativo avviso di convocazione.

Il Presidente Nazionale custodisce i libri dei verbali degli Organi Direttivi Nazionali.

Eppure al presidente non è bastato avere tutti questi poteri e regolarmente ha cercato di dettare la linea politica, sovrapponendosi al segretario in più occasioni.

A partire da gennaio, quando ha spinto per la partecipazione alle elezioni al senato italiano.

Quindi in direttivo, cercando di far partecipare gli eventuali eletti di IV alla prima riunione di insediamento del senato (per fortuna in quel caso è stato isolato e per fortuna che non abbiamo eletto senatori!).

A partire da febbraio-marzo, il presidente ha iniziato un’opera continua di viste “pastorali” in tutte le aree del Veneto, dove ha cercato di far propagandare una propria linea politica, in difformità da quella del segretario, con ciò abusando di una funzione statutaria che egli avrebbe dovuto svolgere per unire il movimento e non per dividerlo!

In occasione del digiuno indipendentista di Maurizio Giomo ed Anna Durigon, quando, alla presenza di soci e anche di persone non del movimento, nella sede di Treviso ha pubblicamente contestato il segretario e la linea politica votata dal consiglio direttivo, redarguendo i digiunanti, con grave compromissione anche della loro tenuta psicofisica in un momento di estrema debolezza per un digiuno che durava da diversi giorni. Anche questo atteggiamento ha dato evidenza della volontà di portare avanti una propria linea politica pur non essendone autorizzato da statuto.

In occasione delle elezioni comunali a Vedelago, dove è andato addirittura sui giornali ad attaccare il segretario e la linea politica votata dal consiglio direttivo.

Egli ha inoltre più volte pubblicamente manifestato la propria contrarietà all’azione fatta da tanti soci presso i consigli comunali di tutto il Veneto per far approvare il sostegno alla legge referendaria.

Con un lavorìo continuo sotterraneo è riuscito infine nell’opera di convincimento di diversi esponenti del consiglio direttivo, non si sa con quali ammalianti argomenti, o forse magari anche con promesse, al non dare più fiducia al lavoro del segretario, dividendo quindi non solo la base del movimento, ma anche gli organi direttivi.

Nel congresso del 30 giugno scorso (per altro a quanto si apprende nullo per mancanza di quorum) l’atteggiamento del presidente è stato per molti versi inqualificabile. Dapprima interrompendo e innervosendo più volte il segretario nel suo discorso di apertura motivando le continue interruzioni col fatto che si dovevano rispettare 6 minuti tassativi di intervento. Ora il buon senso e il rispetto per il segretario di un movimento che si riunisce un paio di volte all’anno avrebbe portato un qualsiasi presidente a lasciar parlare il segretario e poi a dare il medesimo tempo di risposta a chi fosse deputato a replicare. In secondo luogo, quando è intervenuto lo stesso presidente sulla mozione di apertura del congresso ha utilizzato termini che paragonano la situazione del segretario Pizzati e di IV ad una sorta di nazismo o nella migliore ipotesi di bossismo, quindi accuse gravissime da parte di chi si dovrebbe fregiare di avere un ruolo di unità del movimento.

Dopo due giorni dalla partenza per le vacanze del segretario è stato in fretta e furia convocato prima un consiglio direttivo e quindi un secondo nel quale il presidente ha perorato la linea di censura netta e totale su tutti quei su soci che avevano aderito a un comitato referendario apartitico.

Ha quindi operato per la divisione del movimento, differenziando i soci che prestano anche la propria opera come volontari in Plebiscito2013 da quelli che non lo fanno. Il primo ad essere discriminato da tale comportamento è proprio il segretario del movimento, che è anche portavoce di Plebiscito2013.

Egli, il presidente onorario e altre persone a loro vicine hanno infine operato per boicottare Plebiscito2013.eu, facendo pressioni vergognose sui relatori invitati dal comitato agli eventi del 24 e del 29 luglio affinché questi non si presentassero. Oltre 10 relatori hanno prestato onore alla parola data, presentandosi agli eventi nonostante le forti pressioni ricevute.

ACCUSE A PLEBISCITO2013

In merito alle accuse fatte circolare ad arte contro Plebiscito2013.eu è bene sapere che:

Il comitato non è stato presentato in sede di congresso di IV perché ancora non esisteva. Anche se fosse esistito non sarebbe stata la sede opportuna, considerata la natura apartitica del comitato.

Sono moltissimi i soci del movimento che non hanno ricevuto inviti da parte di Plebiscito2013.eu: è quindi falsa l’accusa che il comitato avrebbe usato liste del movimento, perché in tal caso TUTTI i soci avrebbero ricevuto tali comunicazioni. Sono state invitate invece persone che i promotori conoscevano personalmente ed è stato inoltre utilizzato un servizio commerciale di banche dati permissionate ai fini privacy.

Se ad un socio arriva una e-mail di presentazione di Plebiscito2013.eu questi non essendo stupido non fa altro che vedere, se gli interessa, di cosa si tratta, e lasciar perdere se non interessato. Se qualche socio è stato inserito nella mailing list di Plebiscito2013.eu (vale a dire il servizio che manda periodicamente delle e-mail di aggiornamento sulle attività del comitato) e non gli interessa essere aggiornato può tranquillamente e in qualsiasi momento cancellarsi come indicato in ogni messaggio così come succede per tutte le mailing list che normalmente arrivano.

Qualcuno ad arte ha voluto anche far polemica in quanto iscritto a gruppo Facebook di Plebiscito2013.eu dicendo che non aveva mai dato autorizzazione.

Ricordiamo a tutti che chiunque è su Facebook può in qualsiasi momento essere iscritto da una persona che è nella propria lista di amici in un gruppo di cui questa persona sia già membro. E’ del tutto logico e ovvio (a chi non è in malafede) che molti soci di IV che hanno aderito al gruppo Facebook di Plebiscito2013.eu abbiano in assoluta buona fede aggiunto alla pagina anche altri soci ed amici perché la ritenevano utile ed interessante. Anche in questo caso è semplicissimo per chi non volesse essere inserito nella pagina di Plebiscito2013.eu basta cancellarsi e con l’occasione si può sapere anche chi tra gli amici che ci ha iscritto.

J’ACCUSE: E’ NATA UNA CORRENTE POLTRONARA

La realtà è che gli attacchi al segretario, al portavoce, al tesoriere e a tantissimi coordinatori e soci del movimento, nascondono un fatto grave: la nascita di una nuova corrente che vorrebbe impadronirsi di Indipendenza Veneta per poter condurre una linea politica di accordi anche spregiudicati al solo fine di ottenere facili poltrone.

Purtroppo emerge il fatto che questa corrente, alla quale purtroppo oltre che al presidente pare essersi iscritto di fatto anche il presidente onorario, ritiene che l’indipendenza debba essere prima di tutto uno strumento che deve essere usato dal movimento per scopi meramente elettorali e dopo, forse, un obiettivo da raggiungere. Ciò spiega anche il rallentamento rispetto alla strategia individuata dal segretario per l’ottenimento dell’indipendenza.

Questa corrente, battezzata ufficialmente nella serata del 31 luglio all’hotel Antony di Marcon e in modo non ufficiale dal giorno dopo l’assemblea farlocca del 30 giugno ha iniziato ad operare da subito in modo antidemocratico attraverso la continua emissione di editti bulgari, che minacciavano i soci del movimento che aderivano come volontari a Plebiscito2013.eu, con espulsioni sommarie di soci (addirittura membri di organi nazionali, come il collegio dei probiviri), la richiesta di espulsione sommaria di soci fondatori e di cariche del movimento, quali il tesoriere, il portavoce, il coordinatori dell’area Treviso nord, la messa sotto accusa del segretario, la diffusione di voci calunniose e diffamazioni, la creazione di un’autentica caccia alle streghe, il tentativo di sottrarre il sito internet del movimento al segretario, che ne è il legittimo legale rappresentante.

Il segnale di guerra interna viene da un’infamia degna del peggiore Bossi: l’espulsione del socio Catia Zanon, che aveva la sola colpa di essere antipatica al Presidente e a qualche suo colonnello. I motivi dell’espulsione sono falsi, risibili, non circostanziati, senza prove e in ogni caso non contravvengono alcun punto dello statuto.

catia

E’ questo il movimento indipendentista che vogliamo?

Tutto ciò ha un’unica causa primaria: il presidente che si è scritto uno statuto a proprio comodo per poter controllare il movimento a proprio piacimento.

E un’unica soluzione: le sue dimissioni.

dimissioni

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12 Comments

  1. VOI DI PLEBISCITO SIETE PROPRIO VISCIDI E FALSIIIIIIIIIIII…NON CI INCANTATE PIù COI VOSTRI DISCORSI E I VOSTRI RIDICOLI POST..

  2. avevo percepito che qualcosa si era inceppato… l’esposizione dei fatti che leggo qui sopra mi rattrista enormemente perchè un movimento che idealmente avevo abbracciato per fortuna senza iscrivermi lo vedo trasformarsi in una conventicola… ma come è possibile che tanta mobilitazione e tante speranze vengano così svilite da comportamenti ambigui a detrimento della forza esaltante dell’obiettivo cui pensavamo tutti di poter mirare per raggiungerlo…
    Il tempo per spartirsi i meriti e reclamarne il riconoscimento lasciatelo per favore al dopo…non rovinate lo slancio e le speranze di tanti… ripensateci e mettete le cosa a posto, e se qualcuno ai vertici non se la sente più di combattere, chieda scusa e si defili, e lasci a chi ci crede onestamente portare avanti la battaglia.
    Siate veneti, non politici italioti per favore!

    • PLEBISCITO STà METTENDO IN ATTO UNA RIDICOLA E MESCHINA DISINFORMAZIONE A DISCAPITO DI INDIPENDENZA VENETA RUBANDONE LA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE PROPRIO SUI SITI COL LOGO DI INDIPENDENZAVENETA PER ATTIRARE PERSONE NELLA LORO VISCIDA RAGNATELA E TUTTO PER COSA? PER NON AVER DATO PIENI POTERI AL SEGRETARIO LODOVICO PIZZATI…IN I.V. NESSUNO SI DEVE ARROGARE IL DIRITTO DI AVERE PIENI POTERI PERCHE’ E’ UN PRINCIPIO MORALE PRIMARIO DI INDIPENDENZA VENETA E DI TUTTI QUELLI CHE NE VOGLIONO FARE PARTE

      • non riesco a capire perchè puntate il dito contro plebiscito 2013 che io vedo come un allargamento formidabile della campagna pro referendum che non può restare all’interno delle mura del nucleo originario di IV che ha messo in moto il tutto… ben vengano anche altre iniziative simili se ce ne fossero! io mi auguro ad esempio fra gli artisti che animano il mondo giovanile…insomma, un conto è vigilare e custodire un percorso studiato a tavolino e questo è il compito di IV e un conto è promuoverne la comunicazione ed attivare la partecipazione e la diffusione per la quale bisogna mettere in campo strategie suggerite da competenze e fantasia di cui gli uomini per fortuna sono diversamente dotati.
        Occorre lavorare tutti e aprirsi alla massima partecipazione e non limitarsi a preservare primogeniture mettendo a repentaglio il raggiungimento dello scopo per cui tanti lavorano… dobbimo arrivare al referendum e vincerlo, diamine, non dimenticatelo!!!

        • margherita, per favore, fate sparire quell’assurdo quesito che è rimasto accanto al logo di IV su Google da quando è saltato il sito… è uno schiaffo al buon senso!

          • purtroppo non ci è possibile agire sul sito saltato visto che quelli di Plebiscito non ci danno più la possibilità di operare sui siti di indipendenza veneta

      • tu sei molto confusa lo sai?

  3. La storia si ripete, le stesse identiche cose sono accadute già dalla costituzione a Cadoneghe ottobre 2010 di Veneto stato, già a quel tempo il sig. Panto era uscito dalla sala scalpitando, il sig. Busatto puntava i piedi ed il sig. Pizzati da lì a qualche mese faceva sentire la sua voce di prima donna, fatto stà che il movimento ha patito e si è bloccato nella sua crescita proprio per colpa in primis di queste persone. Ringraziamo quindi anche l’avv. Morosin che ha sempre sostenuto costoro e che in “buona fede” (forse) continua a portare avanti la causa Indipendendista a mio parere con le persone sbagliate.

  4. io non conosco il prima e vorrei anche non considerarlo, perchè ritengo che la molteplicità delle voci e delle azioni è una ricchezza e un segnale in sè stesso positivo, purchè tutti siano convergenti nella sreategia di fondo messa a punto dal nucleo iniziale che ci ha portato al risultato di due delibere già prese in Consiglio in un percorso delineato nell’ambito di una fattibilità legale, e non si demorda nella pressione per arrivare alla delibera fondamentale che finalmente ci porti al referendum, con chiarezza e senza ambiguità nel quesito…
    si moltiplichino pure le iniziative e secondo le capacità di approfondimento si sviluppino i principi le strategie e le ipotesi di lavoro per il dopo…importante è avere chiaro il punto di partenza e il punto di arrivo e penso indispensabile che il Presidente Morosin non si senta solo, ma corroborato da tante teste pensanti che mirano insieme con lui a raggiungere l’obiettivo.
    Il danno lo farebbe solo chi avendo avuto ruoli chiave con la fiducia che gli è stata accordata pensi a un cambio improvviso o ad un aggiustamento di rotta, e tiri il freno per calcoli o valutazioni sue personali non concordate…o, peggio ancora,sue inconfessabili convenienze. E questo è il gravissimo rischio che mi sembra paventato da chi con responsabilità e ardore sta lavorando con tutte le sue energie.
    Abbiamo tutti bisogno di conferme autorevoli che ciò non avvenga… e chi finora in ogni sede ci ha spronato deve farsi sentire con chiarezza… ce lo meritiamo!

  5. Chi parla contro Plebiscito2013 non entra nel merito delle questioni: è vero che il presidente ha proposto di cambiare quesito? E’ vero che il presidente in qualche modo accetta che il nostro percorso sia vagliato dalla corte costituzionale facendolo uscire dal binario del diritto internazionale? E’ vero che il presidente propone di indire il referendum in occasione delle elezioni con gravissimo danno dovuto al pericolo che non vincano i sì? Se tutto questo è vero, come è vero, tutto il resto sono solo chiacchere propedeutiche a volgere lo sguardo altrove

    • stamane ho scoperto che finalmente Indipendenza Veneta ha strutturato un nuovo sito, e questo è un segno positivo, perchè vuol dire che riconferma quanto fin qui fatto e riprenderà il filone iniziale che ha permesso al progetto di raggiungere tappe importanti…tutto inutile se mancherà l’ultima, ma è assurdo pensare che si demorda, soprattutto per la straordinaria spinta che viene ora da tanti Comuni che premono sul Consiglio Regionale perchè decida l’attuazione del Referendum.

  6. Questo modo di attaccare sul piano personale le principali personalità di Indipendenza Veneta mi pare squallido. Se qualcuno ha idee da proporre, le porti avanti. Ma attaccare in questo modo un movimento che tanto ha fatto per l’indipendenza del Veneto e che tanto ancora farà – ne sono certo – mi sembra davvero inqualificabile.

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