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LA FINE DELL’EURO

LA FINE DELL’EURO

I giornali italiani, che ricordiamo sono sponsorizzati ed autorizzati dal governo, non ne hanno parlato.

La seconda settimana di questo maggio 2012 rappresenta il chiaro fallimento delle politiche economiche Europee, e dei rispettivi stati. la Grecia è fallita, i contratti si stanno facendo in euro con la clausola in dracme! La Spagna non ha più alcuna possibilità di restare nell’area euro e l’Italia è fallita da tempo, ma tutta la lobby economico politica occidentale nasconde la gravità della situazione. Il crollo dell’ottava economia mondiale rappresenterà un crollo non solo economico dell’occidente sotto dominazione Statunitense, ma addirittura un crollo dell’ideologia Americana del dopoguerra. E’ finita Yalta. Il muro sta crollando da noi. Non è stata una rivoluzione ideologica a causare questa situazione, neppure le rivolte popolari, ma le contraddizioni che il mito della crescita infinita causa a lungo andare. E’ umiliante per i sudditi dell’occidente, non il popolo, non le idee, ma l’accanimento di un modello economico contraddittorio e che genera paradossi, sono la causa del cambiamento.

L’italia crollerà con un tonfo inimmaginabile. I due scenari immediati sono:

a)La Germania accetta di emettere eurobond, che rappresenteranno il debito di Italia,Spagna, Grecia, Portogallo. In questo caso è sicuro che l’euro resterà in mano a questi stati, mentre Germania e tutto il resto del nord Europa, se ne andranno con un altra valuta: chiamatelo “marco” od “euro forte”, non ha importanza. Gli stati deboli (falliti) resteranno in balia di se stessi con instabilità geopolitica simile a quella dell’Unione Sovietica nei primi anni 90 del secolo passato.

b)Il secondo scenario ipotizzabile, è quello che ogniuno di questi stati falliti, passi alla moneta nazionale. In questo caso, come comunque anche nell’altro, i debiti e problemi verranno spalmati sulla moneta corrente, con un processo inflazionario inaudito. Chi ha soldi liquidi nelle banche diventerà in ogni càso parecchie volte più povero. Gli statali continueranno a prendere il loro stipendio nominale ed anche i pensionati, ma il loro valore d’acquisto crollera di parecchie volte.

Come in tutti i crolli, a farne le spese saranno proprio quelle categorie supergarantite per decenni: gli statali e i pensionati In pratica quelle stesse categorie che hanno supportato strenuamente il non cambiamento e non hanno mai pagato per i privilegi goduti.

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