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Indipendenza!

L’AVVOCATO NON VA AL CONGRESSO

L’AVVOCATO NON VA AL CONGRESSO

DELLA SERIE C’ERAVAMO TANTO AMATI: INDIPENDENZA VENETA SPAPPOLATA

Pubblichiamo la lettera inviata oggi ai soci dal presidente di Indipendenza Veneta Luca Azzano Cantarutti, con la quale l’avvocato polesano decreta la spaccatura definitiva di quel poco che restava del movimento, che si appresta ad un nuova assemblea-farsa, che allunga la triste sequela di congressi burletta stile “Viest”.

AI SOCI DI INDIPENDENZA VENETA

foto zaia con pres.ti ind. venetaE’ con grande rammarico che mi trovo oggi a scrivere questa lettera ai soci di Indipendenza Veneta ma, desiderando comunicare cosa sta accadendo e quindi rendervi partecipi del mio punto di vista , non posso fare altrimenti poiché non ci vedremo al congresso.
Tutti sapete, chi più chi meno, che il movimento sta attraversando un momento critico per vicende che sono complesse ma che proverò ad illustrare sinteticamente
Innanzi tutto vi spiego perchè non ci vedremo al congresso.
Circa 15 giorni fa, quando abbiamo cominciato a controllare le liste dei soci per verificare chi avesse diritto di voto, mi giunge comunicazione dalla tesoreria che io e mia moglie Luisa risulteremmo non aver rinnovato la tessera nel 2013 e saremmo quindi decaduti. Cerchiamo allora in archivio e troviamo il documento originale firmato dall’ allora tesoriere Cristiano Zanin, che certifica di aver ricevuto in data 22 aprile 2013 le quote sociali mia, di mia moglie e di altri soci della mia area; invio questo documento alla tesoreria.
Il 21 novembre 2013 ho rinnovato la tessera per l’anno sociale 2014 (sono in possesso della ricevuta di versamento della quota). Giovedì il tesoriere Busetto dichiara che non trova i documenti cartacei del mio rinnovo quindi non posso presiedere il congresso (né votare).
Potrei fare ricorso ai probiviri presentando la ricevuta in mio possesso ma, a questo punto, ho deciso di non farlo anche perchè vengono contestate, con vari motivi (pretestuosi) praticamente tutte le iscrizioni dei soci della provincia di Rovigo e di intere altre sezioni sparse qua e là nelle varie province. Una persona onesta non può e non deve essere continuamente chiamata a dimostrare di esserlo!
Vi sembra plausibile che dopo aver vissuto questi ultimi due anni sacrificando alle esigenze del movimento la famiglia, la vita privata, le ferie ed il lavoro (con relativi guadagni) io possa non aver rinnovato la tessera?
In 20 mesi ho percorso centomila chilometri, ho lavorato ininterrottamente per il progetto di un Veneto indipendente, ho impiegato i miei collaboratori (da me pagati) in ricerche di diritto per la legge 342 e per il parere della commissione giuridica (senza ricevere aiuto alcuno da altri); e mi si viene a dire che non avrei rinnovato la tessera?!!
Si vuole impedire la partecipazione al congresso di quanti potrebbero essere sostenitori delle tesi che ho ripetutamente espresso; circa 90 Soci ordinari sono stati esclusi dal Congresso.
Sapete che la prima mozione prevede il voto alla cosiddetta proposta Lamon con la quale si abolirebbero tutte le cariche. Tale proposta ha aspetti positivi ma anche carenze gravissime, riconosciute anche dai proponenti (“la sistemeremo strada facendo”).
A chi è utile una spaccatura in questo momento ? Di certo non all’indipendenza.
La credibilità che Indipendenza Veneta è riuscita ad acquisire è dovuta alla serietà delle proposte, alla competenza di chi le ha presentate e sostenute.
Queste caratteristiche ci hanno fatto guadagnare il rispetto delle istituzioni, che interloquiscono con noi, ma le mozioni di sfiducia a Presidente e Segretario rafforzeranno o indeboliranno la credibilità di questo movimento? Lascio a voi la risposta.
Per questo motivo , nonostante le calunnie subite a Vedelago ad opera di un collega con cui pensavo di poter collaborare, avendo noi caratteristiche così diverse ma allo stesso tempo utili alla causa, ho scelto finora di non acuire le divisioni, rifiutando la carica di Presidente onorario (non mi interessano le cariche onorifiche prive di responsabilità) e proponendo a Morosin di lavorare congiuntamente. La risposta è stata data pubblicamente da Morosin in occasione dell’ultima riunione del Consiglio Direttivo allargata ai Coordinatori, allorché ha dichiarato che farà la lista di proscrizione “e tu sei il primo della lista”.
Esercito una Professione, quella di Avvocato che tratta processi penali, che mi avrebbe consentito di replicare con forza anche sulla scorta di documenti inoppugnabili, ma l’indipendenza del Veneto viene prima di questioni personali. A Vedelago ho deciso quindi di non gettare altro fango (quello gettato da altri era già troppo per tutti) e rimanendo calmo ho tentato di riportare l’attenzione su quello che deve essere il nostro principale obiettivo e sui passi da fare per raggiungerlo: l’approvazione della legge referendaria ed il percorso successivo per arrivare al referendum.
Purtroppo qualcuno pensa che invece la priorità sia una riorganizzazione del movimento che vede l’eliminazione delle figure del Presidente e del Segretario, quel che mi rimane oscuro è il motivo per cui si debba imporre soluzioni anche a costo di acuire le fratture anzichè elaborare una proposta condivisa.
Creare divisioni ora, quando grazie ad un lungo e paziente lavoro di diplomazia è stato costruito un largo consenso del Consiglieri regionali, mette in pericolo l’obiettivo che, a parole, molti dicono di voler raggiungere.
Ho sempre lavorato cercando il dialogo e rispettando le persone, i contrasti ci sono e ci sono stati ma solo dal confronto, quando è leale, possono arrivare le soluzioni.
Sono certo di aver sempre dato tutto quanto potevo per l’ indipendenza del Veneto, finora l’ ho fatto con Indipendenza Veneta, e continuerò a farlo fino a quando l’obiettivo non sarà raggiunto.
Sono sereno perchè mi sono sempre mosso con lealtà ed onestà , ringrazio quanti hanno lavorato e lavorano al mio fianco, soci e militanti tutti che sarò sempre felice di salutare, e Vi auguro un buon congresso.

Luca Azzano Cantarutti

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