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POLITICI: AMMINISTRATORI E BURATTINI

POLITICI: AMMINISTRATORI E BURATTINI


Prendiamo uno a caso, un politico fra i molti: Luca Zaia. Questo puffo poplitico, ha una carriera politica da emerito servo, da uno che esegue ordini, che non sgarra e in compenso prende uno stipendio che schiaffeggia la morale di milioni di persone che non arrivano a fine mese e mangiano le scatolette di cibo degli animali. Che cazzo ha fatto quest’uomo per diventare il governatore dei Veneti? La risposta è semplicissima. Quest’uomo ha fatto un cazzo! Si, perchè la regola per fare carriera politica per decenni, o meglio la regola è stata fin dalla nascita della Repubblica Italiana, quella di “non fare” di non criticare, di non cambiare, di “lasciar vivere”. Uno che voleva cambiare, uno che voleva togliere privilegi, passava per un sovversivo, per una canaglia emerita. In pratica l’uomo d’azione è stato penalizzato per tutta l’esistenza della repubblica italiana, ed invece hanno fatto carriera i più stupidi esseri della terra. L’impotenza è la caratteristica peculiare del politico al potere. Servilismo, totale incapacità di analisi, mancanza di intraprendenza, ossequiosità all’inverosimile, ruffianismo, raccomandismo, arroganza con i deboli, sono le proprietà del politico al potere. La parola d’ordine: “lasciare tutto com’è”, non fare niente di testa tua, ubbidisci. La macchina propagandistica ha sempre parlato di riforme ed ha mantenuto invece il più totale immobilismo.

Ma allora a che cazzo servono i politici se fanno da vassalli? la verità è che chi fa il politico oggi non è un politico e non serve perciò deve andarsene, perchè è ne più ne meno che un semplice amministratore, un burattino.

Luca Zaia non è un politico, non lo sono i suoi compagni di ventura Giampaolo Gobbo e Roberto Ciambetti. Costoro sono dei puri amministratori, sensa valori, senza una vera causa per cui lottare se non lo stipendio da intascare a fine mese. Andatevene, non siete degni di rappresentare il popolo Veneto, ed ancor meno degni in un momento drammatico dove lo stato italiano e la Lega Nord sono complici di un etnocidio e di un economicidio. Non dimenticheremo. La passività del politico è un crimine contro chi lo ha votato. Andatevene.

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