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SCONTRO SOCIALE E SCONTRO POLITICO

SCONTRO SOCIALE E SCONTRO POLITICO


Semplificando possiamo dire che lo scontro sociale avviene fra la popolazione, mentre quello politico è lo scontro fra i delegati al potere delle istituzioni democratiche occidentali.

Negli ultimi decenni, possiamo con certezza dire che in occidente, non esiste più alcuna reale contrapposizione tra rappresentanze politiche, in pràtica è scomparsa la dialettica e lo scontro fra fazioni politiche.

Veniamo adesso ai nostri giorni, alla situazione drammatica in cui si trova la popolazione dello stato italiano. La situazione è forse in prospettiva la peggiore in 150 anni di dominazione italiana, eppure a livello politico non esiste assolutamente nessuno scontro. Tutti i politici si sono alleati per mantenere il privilegio sulla pelle di una popolazione agonizzante. Tutto ciò è indice di un alleanza politica silenziosa che inibisce ogni cambiamento. I politici diventano amministratori che debbono solo mantenere la posizione personale e dei propri amici. Guardiamo ad esempio un politico Veneto di nome Luca Zaia. Se qualcuno inizia a chiedersi che cazzo ha fatto il governatore della regione Veneto Luca Zaia, viene spontaneo dirsi che non ha fatto niente di male perchè non ha fatto niente, detto in parole semplici: “Luca Zaia non ha fatto proprio un cazzo!”. In pràtica Luca Zaia e come lui tutta la classe politica Veneta e italiana, non hanno fatto nulla, sono colpevoli di immobilismo. Se chiedete a costoro cosa ne pensano, vi diranno che non sono responsabili della situazione, che loro non fanno del male, che sono con voi e che aspettano ordini dall’alto. Il crimine di questi privilegiati è proprio quello di non fare.

Immobilismo, mancanza di iniziativa, mancanza di personalità, mancanza di coraggio, sono le caratteristiche del politico moderno. E questo è appunto il vero crimine di tutti i politici. Costoro dimostrano iniziativa solo una volta al mese quando debbono andare a ritirare lo stipendio, oppure quandi si tratta di socializzare i costi con qualche opera di “utilità sociale” per poi far privatizzarne i profitti: strade, sanità, opere di “pubblica utilità”…..

Appurato che l’immobilismo politico è cronico, non ci resta che concentrarci su cosa sta avvenendo da decenni.

Chi ha studiato la storia dell’immigrazione nel continente Americano si accorge che le americhe furono colonnizzate nei momenti precedenti e posteriori ai grandi conflitti politici e militari dell’Europa. Le Americhe funzionarono da valvola di sfogo all’esplosione di rivoluzioni in tutta Europa. Eri una testa calda? Eri un anarchico, non ne potevi più di un Europa comandata da preti e monarchi piena di pregiudizi? Ecco prendevi la barca e te ne andavi in un continente enorme spopolato, dove nessuno ti faceva domande o ti inquisiva. In questo modo il potere costituito dell’Europa ha potuto proseguire indisturbato fino a creare mostruosità come il nazionalsocialismo. L’immigrazione evitava l’acuirsi dello scontro e permetteva agli uni e agli altri di star lontani.

Che cosa sta succedendo da circa 40 anni in Europa e da circa 30 anni nello stato italiano? Per evitare lo scontro politico e mantenere l’immmoblità garantista del privilegio, si è dato sfogo ai rubinetti dell’immigrazione. Moldavi, Rumeni, Albanesi, Bosniaci.. sono i nuovi crumiri, i nuovi schiavi che alimentano lo scontro sociale e continuano a rinviare quello politico.

Un Moldavo se ne strafrega delle lotte politiche, se ne strafrega proprio perchè viene da lontano con il solo obiettivo di guadagnare, trovare pronti tutta una serie di diritti e servizi per cui non ha mai lottato, ed essere al contempo perpetuamente ricattabile se alza la testa e fa politica. Un Veneto doc può permettersi di criticare la chiesa, di criticare l’esercito, di criticare la lega Nord, ma un Moldavo no, lui rischia la fame e la deportazione. In più l’immigrato si sente estraneo e ciò è magicamente dimostrato dalle parabole televisive che vedete sulle terrazze di questi stranieri. Si chiudono nel loro mondo ed escono solo a far la spesa e lavorare. Non conoscono la storia e costumi localied ancor meno il perchè qui vi siano tutti quei servizi che da loro non esistono.

Ecco, questa classe di crumiri, questa classe di schiavi crea scontro sociale. Da una parte risulta estranea all’ambiente culturale locale e nello stesso tempo crea concorrenza economica all’interno della società abbassando con forza la qualità e gli standard raggiunti in anni di lotte e progresso. Sottolineiamo inoltre la povertà culturale e la non emancipazione degli immigrati: maschilismo, igiene, pressapochismo, parassitismo.. sono solo alcune delle piaghe. Non dimentichiamo che gli stranieri hanno sostituito i meridionali, quei meridionali che prendevano il lavoro ai Veneti e lombardi che scioperavano nelle fabbriche e nelle piazze.

Tornando a questi immigrati dell’est e dell’africa, costoro sono come quella fauna adoperata per ripopolare le aree boschive prima della caccia, costoro portano via risorse agli autoctoni, e creano quindi scontro sociale, disagio sociale che non viene diretto proprio contro quei farabbutti di politici ma contro lo sventurato che arriva da lontano.

A questo punto, proprio coloro che hanno causato lo scontro sociale e che sono ai vertici del potere: chiesa, politici, militari… si ergono a mitigatori, a giudici e a consiglieri di pace. Costoro gridano contro il razzismo, gridano contro chiunque si agiti e in questo modo si mascherano di paternalismo.

Se dovessimo fare un paragone, potremmo equiparare questi mitigatori a quei preti che stuprano i bambini e poi li consolano con carezze ed ipocrisia cattoliche. Oppure potremmo paragonare lo scontro sociale ad un pollaio dove le galline di colori differenti si beccano mentre il politico ruba loro le uova.

Tutto questo discorso spiega come si crea scontro sociale per tenere lontani i cittadini dallo scontro politico, quello scontro che appunto decreterebbe il cambiamento e la caduta di chi è aggrappato alla sedia e allo stipendio del privilegio, frutto dello sfruttamento sociale.

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