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STAMPA SPAZZATURA DI REGIME: COME MANIPOLARE L’INFORMAZIONE

STAMPA SPAZZATURA DI REGIME: COME MANIPOLARE L’INFORMAZIONE

repubblica cane ruba crocchetteNon si possono dire bugie, e allora i giornalisti e le redazioni vengono pagate dal regime italiano per manipolare la comprensione della realtà.

Abbiamo preso ad esempio un articolo sempre di “Repubblica” che nei titoli di testa fa:

“Lieve calo della disoccupazione: a dicembre scende al 12,7 per cento”.

Dal titolo si evince che la disoccupazione cala, che le cose vanno meglio. Almeno questo è quello che si dice. E questo è quello che la maggior parte di chi sfoglia le pagine percepisce. In pochi vanno a leggersi nei dettagli l’articolo, ed ancor meno quando l’articolo contiene una sfilza di numeri, dati, percentuali, grafici.

Ma noi lo abbiamo letto tutto e solo a metà si incomincia a capire con chiarezza che:

“Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 229 mila, diminuisce dell’1% rispetto al mese precedente (-32 mila) mentre aumenta del 10% su base annua (+293 mila)”

E quindi come ammesso alla fine dallo stesso giornale:

“In sostanza, dunque, si registra un abbattimento della forza lavoro che non lascia molti margini per festeggiare.”

Chi può dire che i giornali dicono bugie? Quello che viene scritto in questo articolo che vi alleghiamo è tutto vero, ma è come i giornalisti, le redazioni cercano di da dare un idea differente di ciò che accade in modo da favorire i partiti che elargiscono loro il nostro denaro frutto di una estorsione legalizzata.

MILANO – Lieve calo per il tasso di disoccupazione in Italia: a dicembre si colloca al 12,7%, che sarebbe lo stesso livello di novembre se non fosse che l’Istat ha rivisto quest’ultimo al rialzo al 12,8%, aggiornando di fatto il record storico. A dicembre, dunque, si può parlare del primo calo su base mensile da giugno, anche se la riduzione è solo di 0,1 punti percentuali. Su base annua il tasso di disoccupazione cresce di 1,2 punti. Lo rileva appunto l’Istat, diffondendo i dati provvisori. Guardando ai giovani, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni a dicembre è pari al 41,6%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali su novembre, primo calo da maggio, ma ancora in crescita su base annua (+4,2 punti). I giovani in cerca di un lavoro sono 671mila, cioè l’11,2% rispetto al totale della popolazione in quella fascia d’età. “Dati Istat sul Lavoro a dicembre. Per la prima volta, dopo un bel pò, un miglioramento. Ulteriore spinta a fare del lavoro la priorità 2014”. Questo il commento di Enrico Letta, via Twitter, sui dati.
Secondo i conteggi dell’Istituto di statistica, a dicembre gli occupati sono 22 milioni 270 mila, in diminuzione dello 0,1% rispetto al mese precedente (-25 mila) e dell’1,9% su base annua (-424 mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,3%, diminuisce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 1 punto rispetto a

dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 229 mila, diminuisce dell’1% rispetto al mese precedente (-32 mila) mentre aumenta del 10% su base annua (+293 mila). Guardando anche in questo caso ai giovani, a dicembre 2013 ne risultano occupati 943 mila tra i 15 e i 24 anni, in aumento dello 0,7% rispetto al mese precedente (+7 mila) ma in diminuzione del 9,6% su base annua, ovvero di 100 mila.

Il numero di individui inattivi – aggiunge ancora l’Istat – tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,4% rispetto al mese precedente (+51 mila) e dello 0,3% rispetto a dodici mesi prima (+46 mila). Il tasso di inattività si attesta al 36,5%, in aumento di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali è di 0,2 punti su base annua.
In sostanza, dunque, si registra un abbattimento della forza lavoro che non lascia molti margini per festeggiare.
Per quanto riguarda infine gli aspetti di genere, il tasso di occupazione maschile, pari al 64,3%, scende di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,6 punti su base annua. Quello femminile, pari al 46,5%, diminuisce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,3 punti rispetto a dodici mesi prima.

Rispetto al mese precedente la disoccupazione cala sia per la componente maschile (-1,2%) sia per quella femminile (-0,7%). In termini tendenziali il numero di disoccupati cresce sia per gli uomini (+11,1%) sia per le donne (+8,6%). Il tasso di disoccupazione maschile, pari al 12%, diminuisce in termini congiunturali (-0,1 punti percentuali) mentre aumenta in termini tendenziali (+1,3 punti); quello femminile, pari al 13,6%, cala di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente ma cresce di 1,0 punti su base annua.

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