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Indipendenza!

UOMINI LIBERI ED IMPRENDITORI, STATALI E SCHIAVI, ATTIVI E PASSIVI

UOMINI LIBERI ED IMPRENDITORI, STATALI E SCHIAVI, ATTIVI E PASSIVI

Queimada (Gillo Pontecorvo, 1969)

Quale è la differenza sostanziale fra lo schiavo e l’uomo libero? È la stessa che passa fra uno statale ed un imprenditore privato. La differenza è che il primo è incapace di governarsi da solo, ed aspetta sempre ordini da qualcuno, mentre il secondo si costruisce la vita e si governa da solo. Il primo ha una visione passiva della vita e concepisce le relazioni tra essere esclusivamente in senso schiavista o padronale, mentre il secondo contrariamente a ciò che si crede ha un senso della libertà di gran lunga più profondo ed ha un attitudine verso la vita di carattere attivo. Passività ed attività costituiscono la vera differenza fra lo schiavo e l’uomo libero.

Lo statale impersonifica lo schiavo che a sua volta interiorizza così bene la schiavitù che concepisce le relazioni umane solo schiavo-padrone e viceversa. Lo schiavo, lo statale, non possono immaginare altro rapporto, per costoro la libertà è un concetto estraneo, ecco perchè lo stato è inevitabilmente destinato a distruggere l’individuo (parassitarlo) dietro il pretesto del bene comune. Lo stato può solo sopravvivere attraverso la conformazione dei sudditi, attraverso i mercenari o attraverso il terrore, questi sono i valori degli schiavi che sono appunto schiavi prima di tutto di un modo di pensare.

L’imprenditore l’uomo libero intuisce immediatamente chi è libero e chi è schiavo, in pràtica chi ha un attitudine attiva della vita e chi una passiva.

La lotta per l’indipendenza riflette queste due ideologie nelle frasi: “non ci darano mai l’indipendenza” e “ci prendiamo l’indipendenza”. La prima è la frase tipica che produce il suddito succube dell’Italia, colui che è schiavo di un ideologia e non ha neppure la dignità di pensare che la libertà si prende e si conquista; la seconda invece rispecchia l’attitudine dell’uomo libero, dell’imprenditore, di colui che si guadagna da vivere lottando.

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